La lingua Vatan
Il Maestro Beinsa Duno ha parlato spesso della lingua Vatan,1Nei libri o in rete si possono incontrare diverse varianti nella grafia della parola: Vatan, Vattan, Watan, Wattan e anche Vatannan. che è stata una lingua primordiale dell’umanità, anteriore anche alle lingue più antiche a noi conosciute (Greco antico, Cinese, Sanscrito), e le informazioni di cui disponiamo sono piuttosto esigue.
Nelle sue conferenze il Maestro ha parlato spesso del Vatan, ed ha anche composto una decina di canti in lingua Vatan, più altri canti che hanno parte del testo o solo il titolo in Vatan. Trattandosi di una lingua sacra, nel commentare o spiegare singole parole, brevi frasi, oppure il testo di un canto in lingua Vatan, il Maestro non ne ha mai dato una traduzione letterale, limitandosi a descriverne il senso generale.
In questa sezione di approfondimento ricordiamo tutti i titoli dei canti il cui testo è integralmente o parzialmente in Vatan, e presentiamo una raccolta di estratti di conferenze in cui il Maestro Beinsa Duno cita la lingua Vatan o ne parla più diffusamente.
I canti in lingua Vatan
Sette canti hanno titolo in Vatan e il testo integralmente in lingua Vatan:
Mahar Benu Aba (questo canto viene eseguito insieme al canto V mrak, v tămnota, il cui testo è in bulgaro).
Tre canti hanno il titolo in bulgaro, ma il testo interamente in Vatan:
Kăm “Fir-Fjur-Fen” (si tratta della versione iniziale di Fir-Fjur-Fen, che poi verrà ampliato).
Due canti hanno il testo parte in Vatan e parte in bulgaro:
Sila živa, izvorna (è il canto che viene eseguito insieme a Izgrjava Slănceto).
Alcuni canti hanno solamente il titolo in Vatan (o un titolo in Vatan alternativo al titolo bulgaro), mentre il testo è in bulgaro:
Beršid ba (titolo alternativo in Vatan del canto Be njakoga)
Berhan-Azi (melodia data dal Maestro col titolo in Vatan, senza testo).
Me-hejn – 1 (melodia data dal Maestro con il titolo in Vatan, a cui è stato aggiunto un testo).
Me-hejn – 2 (stessa melodia, a cui è stato aggiunto un testo alternativo).
Hadi-h’enzi (titolo alternativo in Vatan del canto Blagata pesen, che si canta insieme a Kaži mi Ti Istinata).
La lingua Vatan: estratti dalle conferenze
Tutte le lingue moderne sono traduzioni di un’antica Lingua divina, che è anche la lingua originaria. Da essa provengono tre lingue che ne sono le prime traduzioni: il cinese, l’ebraico e il sanscrito. I cinesi scrivono dall’alto verso il basso, e questa è la prima traduzione. Gli ebrei scrivono da destra a sinistra, mentre in sanscrito si scrive da sinistra a destra, cioè da est a ovest. Anche noi scriviamo in questo modo. La lingua cinese è positiva, mentre le altre due sono passive e da esse si sono formate le restanti lingue.
dalla conferenza “Un regno diviso”, tenuta a Sofia l’8 dicembre 1918 (Conferenze domenicali).
“Perché so da dove vengo e dove vado, mentre voi non sapete da dove vengo e dove vado” (Gv 8,14). In questo caso la parola sapere non è né slava, né bulgara, né inglese, né latina, né francese, né tedesca; non è nemmeno una parola di origine ebraica, ma proviene da una lingua antica. Quindi, la radice di questa parola si trova nella lingua sanscrita, e i greci l’hanno presa da lì. Conoscere significa sperimentare le cose in modo consapevole, cioè comprendere ciò che è elevato, ciò che è Divino nel mondo.
dalla conferenza “Voi non sapete da dove io vengo”, tenuta a Sofia il 13 dicembre 1925 (Conferenze domenicali)
E così, ricordate le frasi con le quali abbiamo tradotto le parole in lingua Vatan: hanize, berimezai, zemerazahesi. La traduzione è libera e significa: “Il sole ci ha illuminati e ha svelato davanti a noi il suo segreto”.
dalla conferenza “Hanize”, tenuta a Sofia il 6 marzo 1931 (Lezioni per la Classe occulta dei giovani)
Le giovani fanciulle hanno fretta di sposarsi. Tutti coloro che soffrono a causa del matrimonio sono frettolosi. Non bisogna avere fretta! Il tuo amato arriverà proprio quando sorgerà il Sole! Un bambino è un dono dall’alto. Deve nascere al momento giusto. Qualcuno dice : «Dobbiamo avere un figlio». Un bambino è un libro inviato dall’alto, ma se non conosci l’alfabeto di quel libro – se è in sanscrito, in Vatan o in lingua adamitica – non potrai leggerlo. Cos’è la tua amata? È un libro che ti è stato inviato perché tu lo legga. Se non leggi quel libro, non puoi amarlo. E per amare Dio vale la stessa legge! Se non sappiamo leggere la Natura, come potremo amare Dio?
dalla conferenza “Ricevete lo Spirito Santo”, tenuta a Sofia l’8 luglio 1934 (Conferenze domenicali)
Io ho studiato le lingue – l’inglese, il francese, il tedesco, il cinese, l’hindi, il sanscrito, il Vatan e la lingua degli angeli – e ho scoperto tre cose fondamentali: per parlare bene una lingua, deve esserci luce nella tua mente. Per parlare bene una lingua, devi avere più calore e forza. La forza sta nella pronuncia chiara. Quando pronunci una parola, le vibrazioni devono essere musicali: in ogni parola deve esservi morbidezza. In ogni parola che pronunci deve esservi anche bellezza. La bellezza è della mente, la morbidezza è del cuore e la forza è della volontà. Questo è un bel modo di parlare. Se parli così, verrai compreso.
dalla conferenza “Ricevere e dare correttamente”, tenuta a Sofia l’8 novembre 1934 (Classe occulta generale)
Nell’antichità la lingua in voga era il sanscrito. Prima del sanscrito, la lingua in voga era il Vatan, da cui tutte le lingue traggono origine. Ora sono in voga l’inglese, il francese e il tedesco, e sta arrivando la volta della lingua slava.
dalla conferenza “Tutto ciò che ho udito”, tenuta a Sofia il 19 gennaio 1936 (Conferenze domenicali)
Dite: «Questo è un animale», ma non sapete cosa sia un animale. La parola animale non è né bulgara, né slava, né sanscrita: è una parola Vatan. Non vi spiegherò cosa sia la lingua Vatan. Gli Indù hanno un unico Dio, che chiamano Siva o Shiva.
dalla conferenza “Alleluia”, tenuta a Sofia il 11 ottobre 1936 (Conferenze domenicali)
La lingua dei diversi popoli mostra i cambiamenti attraverso cui l’uomo è passato. Un giorno, quando il pensiero delle persone si unificherà, esse avranno una lingua comune. La lingua più antica è stata il Vatan. Il bulgaro dice vata, cioè ovatta, il rivestimento di qualcosa. Nel canto Aum, le parole Om e Aum sono in Vatan: sono parole sacre, e portano in sé il bene.
dalla conferenza “Le piccole cose”, tenuta a Sofia il 26 dicembre 1937 (Conferenze mattutine)
Inizialmente c’era una lingua parlata da tutte le genti di ogni nazione. Questa lingua non era l’esperanto. Nei tempi antichi la chiamavano lingua Vatan, mentre oggi la chiamano lingua mistica. Tutte le persone buone, quando si incontrano, fanno conoscenza, si parlano. Uno può parlare in bulgaro, un altro in francese, ma capiscono la loro lingua. Durante la Pentecoste, infatti, quando gli apostoli erano riuniti, parlavano questa lingua! Quando parlavano in tutte le lingue, si capivano. Quando lo Spirito arriverà nell’uomo, quando l’Amore arriverà, parlerete in tutte le lingue, e ciò che direte sarà per voi comprensibile.
dalla conferenza “Beati voi, se amate!”, tenuta a Sofia il 3 luglio 1938 (Conferenze domenicali)
Quando metterete in pratica i principi divini, vi troverete nella situazione dei bambini quando stanno iniziando a imparare. Direte di conoscere il francese, il tedesco e l’inglese. Cosa rappresentano queste lingue di fronte alla lingua Vatan, dalla quale discendono tutte le lingue precedenti? Le persone hanno dimenticato il Vatan, la lingua originaria che hanno parlato nel lontano passato. Vi sono persone che ricordano questa lingua, ma sono poche. Ora, non voglio turbare le vostre menti e i vostri cuori, ma voglio farvi riflettere. Il turbamento deriva dalla comprensione delle persone.
dalla conferenza “Uniformità e varietà”, tenuta a Sofia il 27 agosto 1939 (Altre conferenze per le riunioni fraterne)
Potreste prendere la parola život (vita) e cantarla per un po’ di volte. Sapete da dove dovreste iniziare? La vita è un suono fondamentale. Ma se comprendete da dove provengono le lingue, quando in origine l’uomo è stato creato, troverete quale parola è stata creata in lingua Vatan per esprimere il significato di vita. La parola život (vita) in bulgaro non è originale, ma è una traduzione.
dalla conferenza “L’intero e la parte”, tenuta a Sofia il 4 ottobre 1940 (lezioni per la Classe occulta dei giovani)
Noi non abbiamo imparato l’alfabeto della Natura, non conosciamo il linguaggio della Natura. È stato tramandato che il Signore parlò ad Adamo. In quale lingua? Egli non parlò in ebraico. Dicono che fosse in ebraico, ma non parlò in ebraico! Vi è perfino una lingua più antica del Vatan. Si ritiene che il Vatan sia la lingua più antica. Il sanscrito e le altre lingue sono sue ramificazioni.
dalla conferenza “Amore, conoscenza e forza”, tenuta a Sofia il 21 settembre 1941 (Conferenze domenicali)
Oggi quasi tutti conoscono l’alfabeto della propria lingua, ma pochi conoscono l’alfabeto della lingua della Natura. Non si sa quale sia il linguaggio della Natura. Si dice che la lingua più antica sia il Vatan. Il sanscrito ha avuto origine dal Vatan. Ma la lingua della Natura è diversa: non somiglia a nessuna delle lingue antiche o nuove. L’uomo dovrà vivere sulla Terra per molto tempo prima di imparare la lingua della Natura. Se per cantare ci vogliono decine di anni, quanto tempo sarà necessario per imparare la lingua della Natura? Non è sufficiente cogliere i giusti suoni, ma occorre distinguerli. Inoltre, bisogna sapere se un certo suono è alto o basso. Per questo è necessario un orecchio ben sviluppato.
dalla conferenza “Amore, conoscenza e forza”, tenuta a Sofia il 21 settembre 1941 (Conferenze domenicali)
Pensate che, se imparaste una lingua dei cavalli, avreste imparato molto del mondo? […] La lingua bulgara ha un’altra origine. Dovete imparare il bulgaro! Esiste una lingua bulgara che si distingue. In Cielo vi sono molte lingue, vi sono lingue angeliche. Nella lingua bulgara occorre conoscere la radice. Penso che la radice della lingua bulgara sia il Vatan, la lingua più antica. I bulgari hanno una parola, vatali,2Il pezzo di un telaio, di una macchina per tessere. che proviene dalla lingua Vatan. Chiedete a casa cosa significa vatali.
dalla conferenza “L’indivisibile”, tenuta a Sofia il 5 luglio 1942 (Conferenze domenicali)
Ora dovete studiare il linguaggio spirituale. Siete persone spirituali, ma sapete molto poco della lingua spirituale. […] Ora affermate che Dio abbia detto così. In quale lingua parlava Dio? In bulgaro, in inglese, in sanscrito? Tutte le lingue sono traduzioni. Chi ha tradotto? E come? Molti di coloro che hanno tradotto la Lingua divina non avevano compreso la matematica e la geometria. Ecco cosa intendo: chi non può comprendere non può mettere in pratica. Chi comprende mette sempre in pratica. Un uomo, quando comprende qualcosa, può metterlo in pratica in due modi: o come bene o come male.
dalla conferenza “Il mio Maestro”, tenuta a Sofia il 25 ottobre 1942 (Conferenze mattutine)
È detto: “Gratuitamente avete preso, gratuitamente date” (Mt 10,8). Il bene di Dio viene ricompensato con il bene di Dio. Noi parliamo di karma e dharma. La parola dharma ha una radice Vatan e ha un legame con la parola dar (dono, in bulgaro). Con dharma i cristiani intendono una benedizione. La sorgente dona generosamente, ma se bevi la sua acqua e non ringrazi, non otterrai nulla. Bevi dalla sorgente e ringrazia Dio! Ovunque tu passi, racconta di quella sorgente. Se un malato beve quell’acqua e non ringrazia, non otterrà nulla. Se invece ringrazia, guarirà. Dobbiamo ringraziare Dio anche per il più piccolo bene, per il più piccolo raggio di luce. Dovremmo ringraziare per la sorgente, per il fiore, per un bello sguardo che qualcuno ci ha rivolto.
dalla conferenza “Il nuovo nella vita”, tenuta a Sofia il 22 marzo 1944 (Conferenze straordinarie)